giovedì 19 marzo 2015

Il pensierino trasloca su Giuseppe Genta Blog

Quello dedicato all'addio di Luisella Berrino dai microfoni di Radio Monte Carlo rimarrà l'ultimo pensierino di questo Blog.
Da oggi il pensierino della sera entra a far parte integrante di Giuseppe Genta Blog che potrete visitare cliccando sulla copertina sottostante.
Grazie a quanti hanno seguito il pensierino della sera in questi anni, non è un addio ma un semplice rinnovamento.

Giuseppe Genta



domenica 15 febbraio 2015

Luisella un addio pieno d’amore!

La notizia era nell’aria da tempo ed è una di quelle notizie che i fedelissimi di RMC non avrebbero mai voluto ascoltare dai microfoni dell’emittente monegasca per cui figuriamoci lo stupore di doverla apprendere non dalla voce della diretta interessata ma dalla bacheca della sua pagina facebook.
Ho avuto il piacere di incontrare Luisella a casa sua all’inizio del mese di febbraio per una chiacchierata ma soprattutto per capire il perché di quel lungo silenzio che non prometteva nulla di buono e devo dire di aver percepito in quell’incontro la grande professionalità e signorilità di una donna che ha speso gli anni più belli della sua vita per mettersi al servizio di milioni di ascoltatori.
Oggi come in tutti questi anni passati davanti ai microfoni di RMC Luisella è rimasta “ quella di sempre “ fedele a se stessa e al suo stile inconfondibile mai al di sopra delle righe, una persona semplice e solare che ha saputo entrare in punta di piedi nel cuore dei fedelissimi diventando per molti di loro un’amica, una sorella, una mamma capace di distribuire attraverso il suo carattere gioviale e la sua risata contagiosa migliaia di gocce di serenità.
Luisella nel giorno di San Valentino si è decisa a postare sulla sua pagina FB un messaggio pieno d’amore rivolto ai suoi ascoltatori visto che da RMC non arrivava nessun segnale ed era subissata di messaggi che le chiedevano notizie in merito alla sua assenza dai microfoni.
Non voglio scrivere in questo pezzo di Radio Monte Carlo ( potrete leggere cosa penso di questa vicenda cliccando qui ) e del trattamento che ha riservato a Luisella per non sporcare quello che deve essere un augurio di buona vita per la “ signora della radiofonia italiana “.
Luisella, alassina DOC,  ha iniziato a trasmettere nell’emittente monegasca il 7 aprile del 1970 e da allora non ha mai più smesso diventando l’anima storica di Radio Monte Carlo, dove tra meno di due mesi avrebbe festeggiato i 45 anni ininterrotti di radio che tradotti in numero fanno 526 mesi o se si vuole 16436 giorni!
E pensare che quando arrivò a Monaco era poco più di una ragazzina, che mai e poi mai avrebbe realizzato che da quel provino a cui fu sottoposta sarebbe nato l’amore più lungo della sua vita.
Una marea di programmi radiofonici diventati successi indimenticabili tra cui : Pensando a te, Formula Uno, Chiedetelo a Luisella, e il celeberrimo “ Il Milione “ che mandò letteralmente in tilt il traffico telefonico di quella che in allora si chiamava SIP.
Nel suo messaggio di addio, in cui traspare un profondo senso di gratitudine per i suoi ascoltatori ma anche un velo di tristezza Luisella scrive in conclusione : ”chiudo una porta e apro una finestra che sarà sicuramente inondata di sole e piena di fiori!”, nulla di più vero ma sappi cara Luisella che ogni volta che aprirai quella finestra sarai inondata dall’affetto dei tuoi fedelissimi che mai e poi mai potranno dimenticarti e ti saranno sempre vicini come in queste ore in cui stanno riempiendo di like e di commenti il tuo messaggio per ricordarti che tu sarai sempre nei loro cuori.


Nota
Cara Luisella, come sai attraverso il pensierino della sera mi sono spesso interessato di Radio Monte Carlo dando in passato anche l’opportunità ad alcuni ascoltatori di scrivere il loro pensierino su quanto stava accadendo nella radio che ascolto più o meno da quando sei arrivata tu.
Oggi per me questa radio muore e il pensierino dedicato al tuo addio rimarrà l’ultimo pubblicato su questo Blog che di fatto chiude.
Un abbraccio con la stima di sempre!

Giuseppe


N.B. chi vorrà seguirmi potrà farlo su questo Blog




Radio Monte Carlo è morta ripudiando Luisella!

Nel gergo giornalistico “il coccodrillo“ è una sorta di necrologio, spesso scritto in anticipo, in modo da poterlo pubblicare non appena giunge la notizia della morte dell’interessato.
Quello relativo a Radio Monte Carlo stazionava da molto tempo in una casella del disco rigido del mio computer non fosse altro per il fatto che l’emittente monegasca è ormai in una sorta di coma irreversibile che l’ha confinata da anni all’ultimo posto della classifica degli ascolti tra le emittenti nazionali, battuta pure da Radio Maria e da una emittente regionale come Radio Subasio.
La morte è avvenuta ieri alle 17.31 nel momento in cui Luisella Berrino, voce storica della radio e vera anima di quella che una volta era la Radio di Gran Class, ha postato sulla bacheca del suo profilo facebook un messaggio di addio rivolto ai suoi ascoltatori.
Luisella tra 49 giorni avrebbe festeggiato i 45 anni di conduzione dai microfoni di RMC un vero e proprio record che avrebbe suggellato nel migliore dei modi una carriera interamente vissuta insieme a quello che lei ha sempre definito “ il vero e unico amore della mia vita “.
Il comportamento riservato dalla dirigenza della radio a Luisella è qualcosa di veramente inqualificabile e irrispettoso nei confronti di una professionista che nell’immaginario collettivo è da sempre identificata come la vera anima dell’emittente monegasca, RMC è Luisella.
Quello che è veramente ignobile e non averle concesso di poter salutare i suoi ascoltatori da quel microfono che è stato parte integrante della sua vita e questo fa capire quanto “piccole piccole” siano le persone che attualmente dirigono la radio, che sono poi le stesse che hanno a suo tempo riservato lo stesso trattamento a Paolo & Lester, a Mauro Pellegrino e a Jackie.
Che dire poi di un editore che avendo la fortuna di avere tra i suoi speaker un’autentica icona della radiofonia italiana si preoccupa di dare disposizioni per non farla più andare in onda anziché pensare a come organizzare una mega festa per i suoi 45 anni di microfono!
Non oso pensare dove possano aver indirizzato i loro sguardi gli addetti ai lavori che hanno avuto è il caso di dire la sfortuna di incrociare Luisella nei suoi ultimi giorni trascorsi in radio; ma si sa noi italiani siamo tutti uguali, quando si tratta di parlare dei politici siamo tutti pronti a sbeffeggiarli per il loro attaccamento alla poltrona, ma quando ognuno di noi vede a rischio la propria, ovunque essa sia, non muoviamo un dito per correre in soccorso di un collega o per spendere una parola in suo favore.
Il trattamento riservato a Luisella dalla triade che governa RMC è solo la punta di un iceberg che racchiude al suo interno una storia fatta di 10 anni di insuccessi in termini di ascolti e di scelte incomprensibili su programmi e palinsesti, per non parlare della gestione deficitaria della pagina facebook ( che sembra la pagina di una casa d’aste specializzata nelle vedute di Montecarlo ) sulla quale si è arrivati a censurare e bannare decine di ascoltatori  per i loro commenti ( in occasione della querelle scatenata ai tempi di Platinette ).
Una pagina e un sito web dove la dirigenza non si è neppure degnata di fare un comunicato di ringraziamento per una voce che è parte integrante della storia di RMC, poi magari lo faranno ma resta il fatto che è stata Luisella a  vedersi costretta a dover dare per prima la notizia.
Luisella come è noto era andata in pensione ma non credo sarebbe stato un ostacolo insormontabile trovare il modo per farla proseguire fino all’appuntamento con la storia del 7 aprile 2015 e poi nominarla “ Ambasciatrice onoraria della radio nel Principato di Monaco “.
Tutto ciò non è stato possibile perché chi di dovere non si è nemmeno posto il problema di come tributare il meritato riconoscimento ad una colonna portante della radio, stiamo parlando di Luisella e non di uno degli tanti speaker che sono passati dai microfoni della radio o di un tecnico del suono che seppur collocati in ruoli dirigenziali rimangono pur sempre quello che originariamente sono stati.
Non sono a conoscenza se il gruppo RCS Mediagroup che detiene il 44,5% delle azioni di Finelco segua da vicino e con interesse quello che sta accadendo all’interno di Radio Monte Carlo dove oltre all’aver messo alla porta Luisella  sembra che si parli della possibilità di stravolgere completamente le caratteristiche della radio limitando sempre più la presenza in voce degli speaker per lasciare ampio spazio alla sola musica.
Girano voci sul possibile interessamento di un paio di gruppi stranieri a rilevare la quota di spettanza RCS, ma anche dell’intero pacchetto azionario, fatto questo che comporterebbe l’uscita di scena di Hazan; e se invece qualcuno trovasse giovamento dalla morte di Radio Monte Carlo?
Del resto per chi crede nell’aldilà dopo la morte c’è sempre un’altra vita!

Sanremo 2015 – il festival torna a essere il FESTIVAL!


A pensarci bene il Festival di Sanremo è il format televisivo più longevo nella storia della tv con le sue 65 edizioni che tra alti e bassi hanno raccontato al mondo intero l’evoluzione della musica italiana.
C’era come sempre molta attesa per la novità targata Carlo Conti che arrivava dopo la parentesi un po’ così di Morandi, dove la direzione artistica non è stata delle migliori, e quella di Fazio che ha seguito una linea ben precisa voluta dal conduttore.
Il calimero della tv come lo chiama Panariello ha saputo riportare la kermesse sanremese agli antichi splendori proponendo una sorta di grande carrozzone capace di imbarcare protagonisti in grado di accontentare il pubblico di ogni età, partendo dal revival di Albano e Romina per arrivare a quel Ed Sheeran idolo dei giovanissimi; uno spettacolo ricco di ospiti che hanno saputo rappresentare al meglio quella tradizione nazionalpopolare che è un po’ da sempre il segreto del successo di questo Festival che per una settimana riesce a monopolizzare gli ascolti tv, vuoi anche per l’assoluta non belligeranza da parte di tutte le altre reti tv.
Hanno vinto come da copione i tenorini de Il Volo, per la gioia della Clerici e di Tony Renis, e con loro sono saliti sul podio Nek e Malika Ayane rispettando di fatto le previsioni della vigilia.
Questa edizione verrà ricordata per gli ascolti da capogiro, per le vallette non vallette e per la presenza di Conchita Wurst che parafrasando il titolo di una canzone di Orietta Berti ha portato sul palco dell’Ariston un nuovo modo di fare spettacolo, quello del fin che la barba va!
Tra le vallette la splendida Rocío Muñoz Morales in Armani Priveè ha lasciato al palo Arisa ed Emma Marrone che a dire il vero non sono proprio mai partite.
La qualità delle canzoni è stata superiore alla norma a parte l’infelice performance di Biggio e Mandelli che con la loro “ Vita d’inferno “ sono sembrati la brutta copia di Elio e le storie tese, presentando una sorta di cover di Cochi e Renato con qualche aggiunta del miglior Stefano Rosso.
Il premio della critica “ Mia Martini “ è andato a Malika Ayane ma ha ottenuto un buon numero di voti anche “ Io sono una finestra “ del duo Mauro Coruzzi e Grazia Di Michele, un pezzo con un testo decisamente bello.
Unica nota dolente i comici che mai come quest’anno hanno dimostrato di non essere all’altezza della situazione o meglio di non far ridere, gli unici che si sono salvati o meglio i meno peggio sono stati: Luca e Paolo nel siparietto con Carlo Conti, Marta e Luca con il loro “speed date” e la Raffaele nell’imitazione di Ornella Vanoni, mentre Panariello è sembrato aver perso lo smalto dei giorni migliori.
Di Conti che dire, se non che approdato a Sanremo dopo anni di aspettativa ha saputo riportare il festival ad essere quello con la F maiuscola.

domenica 1 febbraio 2015

Renzi mattarella Berlusconi!


Renzi con la candidatura di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica ha di fatto messo a segno sulla scacchiera politica una sorta di scacco alla regina e salvo stravolgimenti dell’ultima ora dovuti a improbabili franchi tiratori alla quarta votazione darà scacco matto a Berlusconi e a quanti hanno creduto sulla sua affidabilità politica.
Quello che meraviglia è come un uomo navigato come il Cavaliere sia potuto cadere nel tranello preparatogli da un politico spregiudicato che nel giro di un anno ha fatto fuori con l’inganno due personaggi non secondari del PD come Bersani e Letta, per prendersi prima il partito e poi il Governo.
Berlusconi e il cerchio magico che lo circonda pagheranno, se verrà eletto Mattarella, un prezzo altissimo per questa sonora sconfitta che di fatto ridicolizza la classe dirigente di Forza Italia ma umilia pesantemente quell’elettorato di centro destra che alle ultime elezioni aveva affidato il proprio mandato elettorale a questi personaggi che anziché pensare a fare una ferrea opposizione a un governo di sinistra ci sono andati spesso e volentieri a braccetto permettendo a Renzi di portare a casa la riforma del Senato e il varo della nuova legge elettorale.
Il buon Renzi che si è trovato a dover combattere una lotta interna al suo partito con quelle frange minoritarie che giorno dopo giorno gli stavano creando problemi per un cammino sereno del suo Governo non ci ha pensato due volte ad anteporre i suoi interessi personali a quelli degli italiani; la candidatura di Mattarella gli ha di fatto permesso di ricompattare il PD e poco gli è importato se tale candidatura verrà o meno condivisa da Forza Italia e dalle altre forze di opposizione.
Peccato che in Italia non vi sia solo il 40% degli italiani che ha dato il voto al PD nelle ultime elezioni europee ma vi sia anche la rimanenza e cioè quel 60% di italiani che hanno dato il loro voto ad altri partiti o che non sono andati per nulla a votare.
La logica, il buon senso e la bramosia tanto sbandierata da Renzi di voler essere il nuovo che avanza avrebbe fatto pensare all’elezione di un Presidente della Repubblica che potesse raccogliere la più ampia condivisione possibile tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento e non l’imposizione di un nome, prendere o lasciare, deciso dall’assemblea del PD.
Alcuni analisti politici in queste ore hanno parlato di Renzi come di un novello Andreotti ma credo che la definizione che più si adatta “ al bullo fiorentino “ come lo ha chiamato in un intervista a Radio radicale l’On.le Pizzolante del Ncd sia quella di essere una sorta di reincarnazione di Berlusconi ma con quella cattiveria che il Cavaliere non ha mai avuto.
Se Mattarella verrà eletto come auspicato da Renzi con il sistema : “ questo è il nome, se volete votarlo lo votate, altrimenti ce lo eleggiamo da soli “ la prima domanda da porsi è perché Mattarella e non Prodi, Veltroni o Bersani.
La risposta è semplicissima e sta nel Renzismo che prevede tra le altre cose l’istituzione in maniera subdola di una sorta di “ Premierato “ che porterà Renzi ad essere il protagonista assoluto della scena politica e confinerà il dodicesimo Presidente della  Repubblica a un ruolo poco più che notarile.
Mattarella è senza ombra di dubbio persona stimabilissima, più volte ministro e attualmente giudice costituzionalista di nomina parlamentare ma credo che senza andare molto lontano sia sufficiente chiedere sue notizie ai cittadini di Nizza, Chambéry, Lugano e Graz per capire quali possano essere le sue credenziali  sotto il profilo internazionale.
Chi pensava che l’avvento di Renzi ( che per dovere di cronaca è giusto ricordare non è stato eletto dagli italiani ma imposto dal benemerito Napolitano ) portasse una ventata nuova nella politica italiana ha avuto la possibilità di assistere ancora una volta nelle ore che precedono la quarta votazione al solito “ teatrino della politica “ con una raffica di dichiarazioni di politici ( Giovanardi e Formigoni, giusto per citarne due ) che pur non condividendo il metodo utilizzato da Renzi voteranno Mattarella per senso di responsabilità ( meglio conosciuto come “attaccamento alla poltrona” ) o esponenti del Governo quali Alfano e la sua mini pattuglia di ministri che di fronte al ricatto del Premier “ o votate Mattarella o vi dimettete “ scelgono con alto senso di responsabilità e per il bene degli italiani di votare un Presidente imposto anziché uscire da un Governo che il Premier sta sempre più portando avanti a suo uso e consumo.
Non credo che questa volta i franchi tiratori potranno stravolgere più di tanto l’esito di una votazione che appare alla vigilia quasi scontata, anzi forse potrebbero arrivare al contrario dei franchi soccorritori.
In qualunque modo finirà la vicenda gli aspetti che maggiormente accompagneranno questa votazione saranno: la consapevolezza di aver visto all’opera un Premier spregiudicato, capace di arrivare a ricattare la micro pattuglia di ministri del Ncd per ottenere il loro voto favorevole e la sensazione che la stragrande maggioranza degli attuali parlamentari ( compresa la comitiva di fuori usciti penta stellati ) pur sentendosi traditi, offesi, scavalcati e ridotti all’obbedienza non hanno nessuna voglia che si torni a votare.
Chissà se il nuovo Presidente, dovesse essere Mattarella, avrà voglia di prendersi la briga da costituzionalista qual è di verificare se l’attuale Governo gode ancora di una maggioranza credibile agli occhi degli italiani.

venerdì 23 gennaio 2015

Renzi Berlusconi e la premiata ditta FORZA RENZI


Nel teatrino della politica italiana ieri è andata in scena una moderna rivisitazione di quella che fu chiamata nel lontano 1953 la “ legge truffa”, una legge che dopo un lungo dibattito alla Camera dei Deputati fu oggetto di una lettura fulminea al Senato con lo scopo di poter essere approvata giusto in tempo per entrare in vigore in occasione delle elezioni politiche del 3 giugno 1953.
La legge promulgata il 31 marzo 1953 aveva lo scopo di assegnare uno spropositato premio di maggioranza alla forza politica che nelle elezioni di giugno avesse raggiunto il 50% dei voti ( per la cronaca le forze apparentate ottennero il 49,8% dei voti e quindi il meccanismo della legge non scattò) e fu caldamente osteggiata dall’allora Partito Comunista come testimoniano le pagine dell’Unità di allora.
L’evoluzione della politica ci ha portato dopo 60 anni a rivedere nelle aule del Parlamento una “ Legge truffa “ che ieri è stata chiamata “ Espositum “ o “ supercanguro “ con cui il Senato della Repubblica votandola ha di fatto precluso la discussione e il voto su gran parte degli emendamenti presentati dai parlamentari con lo scopo di migliorare la nuova legge elettorale chiamata “ Italicum”.
Ma al di là della gravità dell’atto anti democratico compiuto da chi ha votato l’emendamento presentato dal senatore del PD Esposito, la vera vergogna di questo attentato alla democrazia che ci consegnerà un Parlamento di nominati è il fatto che l’emendamento sia passato grazie ai voti di buona parte dei senatori di Forza Italia che di fatto dovrebbero rappresentare l’opposizione.
Il Premier Renzi che governa senza essere stato votato dagli italiani e grazie alla compiacenza dell’ormai benemerito Presidente Napolitano (che durante il suo mandato ha benedetto non uno ma ben tre governi non legittimati dal voto popolare) sbeffeggiando la minoranza interna del suo partito non ha trovato di meglio che entrare in società con Berlusconi nella premiata ditta FORZA RENZI.
La giustificazione data dal premier Renzi per questa operazione a dir poco spregiudicata è stata che le riforme di carattere istituzionale è un bene che siano condivise anche dall’opposizione.
C’è però un piccolo particolare di cui il Premier non tiene conto ed è quello relativo ai numeri che hanno portato all’approvazione dell’emendamento truffa, perché un conto è presentare un emendamento che viene votato dall’intera maggioranza e anche dalle opposizione mentre ben altra cosa è prendere atto che i voti delle opposizioni hanno contribuito in maniera determinante a far approvare l’emendamento che nel caso specifico senza i voti dei senatori di Forza Italia non sarebbe passato.
Questo genere di operazioni non possono che essere chiamate per quello che sono, un vero e proprio INCIUCIO.
Questa vicenda ci consegna la fotografia di due partiti, PD e Forza Italia, che stanno tradendo il mandato ricevuto dagli elettori nelle elezioni politiche del 2013, elezioni in cui il PD si presentò con il chiaro intento di far sparire dalla scena politica il giaguaro Berlusconi e Forza Italia come l’unica vera alternativa alla sinistra con cui mai e poi mai avrebbe governato.
Il buon Renzi in queste ore ha rivolto più volte il suo pensiero, per giustificare l’inciucio con Berlusconi, ai tanti militanti che prestano volontariamente la loro opera nelle Feste dell’Unità e che a sentir lui gli avrebbero chiesto a più riprese di andare avanti nel suo lavoro di riforma del paese.
Non ho alcun dubbio sulla totale inaffidabilità politica di Renzi che ha dimostrato, se ancora ve ne fosse bisogno, proprio ieri di quanto il suo modo di fare politica non abbia nulla di innovativo ma anzi rappresenti un film già visto; ho invece un grande rispetto per tutti quei militanti che animati da una grande passione politica sacrificano il loro tempo per sostenere il partito in cui credono e penso che sarebbe cosa buona e saggia che  avessero come segretario una persona affidabile e non un politico che a fronte di una marea di spot pubblicitari sul #fare sta portando a casa con la complicità di Forza Italia riforme che consegneranno ai cittadini un Senato dopolavoristico per i consiglieri regionali e una Camera dei Deputati fatta di onorevoli nominati e non eletti in maniera diretta.

lunedì 19 gennaio 2015

Il PD perde i pezzi, Cofferati se ne va sbattendo la porta!


Certo che non deve essere stato facile per Sergio Cofferati, meglio conosciuto come il cinese, prendere la decisione che ha preso: quella di andarsene da quel partito di cui è stato co-fondatore e nel quale ha militato per oltre 40 anni ligio alla più ferrea disciplina di partito.
Speriamo che quanto accaduto in occasione delle primarie liguri serva a far capire in maniera chiara e precisa a chi vota da sempre a sinistra dove stia portando il Partito democratico il segretario del partito nonché Premier Matteo Renzi.
L’immagine che esce fuori dal brutto pasticciaccio delle primarie liguri è quella di un partito che si sta allontanando sempre più dai suoi elettori con decisioni che hanno dell’incredibile, come quella presa dal segretario Renzi che nel corso della Direzione del partito tenutasi a Roma ha liquidato la vicenda ligure in maniera frettolosa e soprattutto superficiale, affermando: “La discussione sulla primarie liguri per noi finisce qui, da oggi si lavora per vincere le elezioni, alle primarie liguri è successo un casino, ci sono stati problemi, abbiamo trovato una soluzione. Ora per cortesia bisogna smetterla di fare i tafazzi sulle primarie”
Non so voi, ma la vicenda ligure più che una tafazzata mi ricorda quel Cetto La Qualunque con cui Antonio Albanese ci ha regalato quel magnifico affresco della classe politica italiana che è “Qualunquemente “
Forse il buon Renzi non si è accorto che alle primarie liguri hanno partecipato 54.000 votanti, mentre nel dicembre del 2013 si recarono ai seggi 81.870 cittadini, il che vuol dire che il 34% degli elettori di sinistra sono rimasti a casa, senza contare che a quanto sembrerebbe una buona parte di chi si è recato a votare nulla ha a che vedere con il PD e tantomeno con la sinistra.
Basta scorrere l’elenco dei 13 seggi in cui è stato dichiarato nullo il voto espresso da tutti quelli che si sono recati al seggio ( Lavagna, Moconesi, Beverino, Albisola Superiore, Savona Villapiana, Badalucco, Perinaldo, Spezia Centro, Santo Stefano al Mare, Deiva Marina, Sarzana 48, Millesimo, Savona Lavagnola ) per capire come si possa parlare di primarie da annullare anziché da ratificare.
Sono stati annullati quasi 4000 voti sui 54.000 scrutinati ( in pratica il 7,5% ) e su altri due seggi sono in corso indagini da parte della magistratura e dell’antimafia e il buon Renzi seguito dal segretario regionale del partito non hanno trovato di meglio che ratificare i risultati delle primarie senza nemmeno aspettare la fine dei lavori della commissione di garanzia.
Giusto per fare un esempio che può meglio spiegare gli aiutini avuti dalla candidata Paita nella sola provincia di Savona è opportuno ricordare l’esito di un sondaggio realizzato da Opimedia consulting con il metodo delle interviste telefoniche tra il 29 novembre e il primo dicembre 2014 su di un campione di 680 persone residenti in provincia di Savona; tale sondaggio sentenziò che Cofferati al momento della rilevazione avrebbe avuto un seguito del 57%, contro il 37% della Paita e il 4% di Tovo; considerato che l’errore statistico medio atteso per tale sondaggio era del 2,8% viene da porsi in maniera legittima una domanda:
perché i dati del sondaggio sembrano in sintonia ( al lordo dell’errore statistico previsto ) con il risultato raggiunto da Toso in provincia di Savona ( 0,81% reale contro il 4% assegnato dal sondaggio, 4% - 2,8%= 1,2% poco lontano dall’0,81%) mentre risultano completamente sballati rispetto agli altri due contendenti: Cofferati dato al 57% dal sondaggio prende un 31% reale, mentre la Paita data al 37% dal sondaggio prende un 67% reale!
Può darsi che nel giro di un mese gli elettori delle primarie della provincia di Savona abbiano cambiato a 360 gradi la loro opinione sui due principali contendenti, oppure come sembra più veritiero, qualcuno estraneo all’elettorato di sinistra ha mosso un buon numero di truppe cammellate per favorire la candidata Paita.
Le notizie che arrivano da Albenga, Savona, Imperia e da alcune zone di Genova raccontano di numerosi stranieri giunti ai seggi per votare senza peraltro saper giustificare il motivo della loro presenza in loco, o di intere squadre giovanili portate a votare, ma credo che l’immagine più eloquente sulla validità di queste primarie sia quella registrata nel seggio di Albisola Superiore dove l’attuale Sindaco ( e altri esponenti della sua maggioranza ) a capo di una lista civica di espressione di centro destra, quel Franco Orsi già vice Presidente della Regione Liguria per Forza Italia ( dal 2000 al 2005 ) e senatore della Repubblica per il Popolo della Libertà ( dal 2008 al 2013 ) si è recato a votare dichiarando apertamente di aver votato per Raffaella Paita.
Per carità, in politica i cambi di casacca sono perennemente all’ordine del giorno e del resto che la futura presidenza Paita possa voler dire una ripetizione a livello regionale dell’accordo con il centro destra che regge l’attuale governo è cosa risaputa non fosse altro per il messaggio lanciato dal ministro Pinotti in occasione della sua visita a Genova per sostenere la candidata Paita (messaggio mai smentito dalla direzione e dal segretario nazionale del PD).
Questa brutta vicenda segna la fine di una pratica di “democrazia diretta” che il Pd aveva sbandierato come simbolo della propria politica innovativa; le primarie sono servite a far salire “sulla barca che va” più gente possibile per legittimare a suon di milioni di voti la salita al potere di un segretario nazionale che non ha fatto alcuna distinzione tra chi gli assegnato il proprio voto generando di fatto un meccanismo che ha mandato a fondo la barca nel momento in cui come nel caso della Liguria sono salite a bordo una quantità imprevista ma non imprevedibile di zavorre!


Chi sono i protagonisti :

Raffaella Paita
È nata alla  Spezia il 23 novembre 1974 ed è sposata con Luigi Merlo attuale Presidente dell’Autorità portuale di Genova.
Ha una lunga militanza nella sinistra, nei primi anni novanta è stata segretaria provinciale e poi regionale della Sinistra Giovanile.
Dal 1997 al 2002  è stata capogruppo dei Ds nel Consiglio comunale della Spezia, e dal 2002 al 2007 capo di gabinetto del sindaco della Spezia, Giorgio Pagano.
Nel 2007 è stata nominata assessore della Spezia nella squadra del sindaco Massimo Federici.
Nel 2010 è eletta consigliere regionale della Liguria e assume il ruolo di capo-gruppo del Partito Democratico; nell’ottobre dello stesso anno entra a far parte della Giunta regionale ligure con la delega alle infrastrutture ( che fu del marito nella precedente giunta Burlando ).

Sergio Cofferati
È nato a Sesto e Uniti (CR) il 30 gennaio 1948, grande appassionato di fantascienza, musica lirica e fumetti ( in particolare di Tex ).
Inizia a lavorare alla Pirelli di Milano e da semplice iscritto al sindacato FILCEA (CGIL), che raccoglie i dipendenti del comparto chimico, percorre tutta la scala organizzativa del sindacato, arrivando nel 1988 a dirigere la FILCEA, divenendone segretario generale.
Viene nominato nella segreteria nazionale della CGIL nel 1990, e nel 1994 succede a Bruno Trentin nel ruolo di segretario generale, incarico che ricopre fino al 21 settembre 2002.
Nel giugno del 2004 diventa Sindaco di Bologna e prima della fine del suo mandato annuncia che non si ricandiderà per un secondo mandato avendo l’esigenza di stare vicino alla sua famiglia a Genova.
Si appresta quindi a ritornare al suo lavoro alla Pirelli ma quasi in contemporanea l’allora segretario del PD Franceschini annuncia che il partito lo candiderà alle ormai imminenti elezioni europee nella circoscrizione del Nord-Ovest.
Cofferati risulterà eletto al Parlamento Europeo nel giugno del 2009 e verrà riconfermato per un secondo mandato nelle elezioni del maggio 2014.

Luigi Merlo
È nato alla Spezia il 31 marzo 1965, sposato con Raffaella Paita attuale assessore alle infrastrutture della Regione Liguria e candidata Presidente alle prossime elezioni regionali.
Dal 1990 al 1997 è stato  Consigliere comunale alla Spezia.
Dal 1997 al 2005 è stato Vice Sindaco della Spezia e Assessore alle seguenti deleghe:
personale, organizzazione, informatica, riforma sistema culturale, pubblica istruzione, sanità, attività economiche e infine urbanistica.
Dal maggio 2005 al febbraio 2008 è stato Assessore regionale ai porti, trasporti, infrastrutture e logistica (assessorato oggi retto da sua moglie).
Sino a Luglio 2012 è stato Presidente del Retroporto di Alessandria e Presidente di Ligurian Ports.
Dal luglio 2012 al luglio 2013 è stato Presidente di Assoporti (Associazione Porti Italiani).
Attualmente ricopre inoltre gli incarichi di:
Presidente dell'Autorità Portuale di Genova dal febbraio 2008.
Vicepresidente Vicario di Assoporti dal luglio 2013.

mercoledì 24 dicembre 2014

Buon Natale, Luisella!


Ma chérie Luisella hai proprio ragione, a quanto pare, non è vero quel che si dice...."lontano dagli occhi lontano dal cuore" anzi no "lontano dal microfono lontano dal cuore".
Capita infatti che nonostante la direzione di RMC ti abbia in maniera poco elegante spento il microfono durante la settimana i tuoi ascoltatori ti dimostrino tutto il loro affetto votandoti come vincitrice della Coppa Speaker RMC sulla pagina facebook dell’Official Fan Club di RMC, dove per inciso ogni volta che appare un post a te dedicato i contatori delle visualizzazioni salgono alle stelle!
Oggi che va di moda dare i numeri chissà quale sarà il segreto di un successo che dura inalterato da 44 anni, o se vuoi 524 mesi o meglio ancora 16331 giorni!
Su di te si è scritto di tutto e di più, ma credo che il vero segreto del tuo successo sia quello di essere rimasta “ quella di sempre “, una persona solare che ha saputo essere in tutti questi anni per milioni di ascoltatori una voce amica o meglio ancora un distributore di gocce di serenità.
Lo scorso anno sul palco del teatro Toselli di Trieste quando ti hanno consegnato le Cuffie d’Oro ( un vero e proprio premio alla carriera ) si è capito dalle tue parole, nel momento della premiazione, cosa possa voler dire vivere un amore lungo una vita!
La tua semplicità, il non essere mai al di sopra delle righe e l’amore per il tuo lavoro ti hanno accompagnato in tutti questi anni e concordo con Platinette quando di te dice “ quando ascolto la voce di Luisella mi viene sempre da pensare al sole, anche quando guardando dalla finestra fuori piove”.
Non sono mai stato tenero nel recente passato con l’attuale dirigenza di RMC non fosse altro per il fatto che negli ultimi dieci anni è stata incapace di frenare l’emorragia di ascolti che ha confinato l’emittente monegasca agli ultimi posti tra le radio italiane e lo sono ancor meno oggi che non riesco a trovare nessuna giustificazione al fatto che tu non possa andare in onda quotidianamente con un programma tutto tuo.
Siamo a Natale e dovremmo si dice essere tutti più buoni, ma forse sarebbe meglio essere cattivi a Natale e buoni tutto l’anno ne guadagnerebbe il mondo intero!
Credo però che a Natale al di là dell’essere buoni o meno buoni, ognuno di noi dovrebbe fare mentalmente un bilancio dell’anno che si avvicina alla conclusione per capire se qualcosa non è andato per il verso giusto o peggio se abbiamo commesso degli errori.
Ecco io mi auguro che anche chi sta ai piani alti di Largo Donegani abbia avuto modo di fare un remake delle decisioni prese e si renda conto di quanto tu possa essere ancora importante per RMC e per quanti ti seguono con immutato affetto da sempre!
Buon Natale, Luisella!


lunedì 24 novembre 2014

RMC verso la filodiffusione, NO grazie!

Acque agitate nei corridoi dell’emittente monegasca dove dalla ripresa della “regular season “ dopo la pausa estiva  sono circolate voci sempre più insistenti sulle difficoltà economiche che sembrerebbe attraversare il Gruppo Finelco, tanto da indurre qualche Cassandra che si aggira nei meandri della radiofonia meneghina a ipotizzare possibili ed imminenti tagli sul personale oltre ad un quasi inevitabile passaggio di proprietà entro il primo semestre 2015 della maggioranza  delle quote azionarie ad un novello Tohir ( presumibilmente spagnolo ) con il pallino della comunicazione via radio.
Se questi rumors saranno confermati  appare del tutto strano apprendere che ai piani alti di Largo Donegani gli scienziati della comunicazione che operano h24 nell’Ufficio Complicazioni Affari Semplici si accingano a mettere mano ad una vera e propria rivoluzione del palinsesto che dovrebbe far trovare agli ascoltatori sotto l’albero di Natale ( ma qualcuno ipotizza già dai primi di dicembre ) una radio quasi totalmente votata alla messa in onda di sola musica giusto per andare incontro a quanti amano il genere “ filodiffusione “ che per la cronaca vide la luce in Italia il 5 gennaio 1959.
Sul fatto che i responsabili di Radio Monte Carlo abbiano dilapidato negli ultimi dieci anni un patrimonio incredibile di ascoltatori è cosa risaputa e trova conforto nei dati forniti ciclicamente dalle indagini sulla rivelazione degli ascolti dove l’ex radio di Gran Class puntualmente perde consensi, come nel caso dell’ultima indagine relativa al periodo 18 giugno/30 settembre 2014.
Viene quindi da chiedersi se non sia il caso di lavorare per lasciare agli eventuali nuovi proprietari una radio fatta bene ed al passo con i tempi piuttosto che un qualcosa che saprebbe di vecchio come la filodiffusione.
Ho scritto a più riprese da semplice ascoltatore che ritengo deleterio il lavoro che sta facendo chi dirige l’Ufficio Complicazioni Affari Semplici di RMC e se fosse vera la notizia di un imminente cambio di programmazione improntata verso una radio di solo musica mi viene spontaneo fare alcune riflessioni al riguardo non certo con la speranza che possano essere condivise ma giusto perché rimangano a futura memoria nella malaugurata ipotesi che il voltar pagina della radio porti ad un fuggi fuggi repentino e traumatico dei già pochi ascoltatori.
La radio rappresenta nella vita di tutti i giorni il più grande mezzo di comunicazione che si possa immaginare, in grado non solo di trasmettere ma anche di ricevere, capace di far sentire qualcosa all’ascoltatore ma anche di farlo parlare mettendolo di fatto  in relazione con altri.
In tutti questi anni ha mantenuto il fascino di televisione senza immagini, capace di creare un rapporto duraturo con l’ascoltatore ( fatto molto importante da un punto di vista pubblicitario ) e con il grande pregio di poter essere ascoltata ovunque e in ogni momento della giornata, anche durante lo svolgimento di altre attività.
La radio è un insieme di voci e suoni, non è qualcosa di chimico ma piuttosto alchimia nel senso che ciò che esce dall’altoparlante o dalle cuffie non è una formuletta perfetta dettata dal cervello ma è anche e soprattutto qualcosa che nasce dal cuore.
A chi muove le fila a RMC consiglierei di dare una guardatina ad una copertina del popolare “ Saturday Evening Post “ del 1922 che riporta il dipinto “ Listen,ma!” del popolare illustratore Norman Rockwell ( a lui è dedicata una mostra a Palazzo Sciarra a Roma fino a febbraio 2015 ) in cui la musica e il piacere di ascoltare ciò che viaggia nell'etere sembrano la cifra dominante dell’illustrazione.
Mi chiedo anche se i direttori di RMC abbiano ben chiaro chi siano i propri ascoltatori visto che tra il milione e 222 mila fedelissimi ormai rimasti, ben 1 milione e 51 mila persone hanno più di 25 anni e notoriamente si sa che il pubblico maturo preferisce la radio parlata al contrario di quello giovanissimo che predilige la sola musica.
Dispiace dover fare un analisi, che può apparire impietosa, di una radio che per rinnovarsi non trova di meglio che tarpare le ali agli speaker che verranno relegati ad un ruolo di robot pre-programmati a cui sarà concesso di annunciare il titolo del brano che andrà in onda e nulla più.
Quando si tocca il fondo del barile di solito le colpe vengono equamente distribuite tra quanti hanno contribuito, ciascuno per la propria parte, a generare il disastro; è fuor di dubbio che le responsabilità maggiori siano ascrivibili a chi ha retto il timone della nave che affonda ma anche l’equipaggio non è esente da colpe non fosse altro per non aver fatto nulla per far cambiare rotta ad una nave che prima o poi avrebbe incontrato sulla propria rotta la secca dove arenarsi.
Non a caso tempo addietro avevo definito l’emittente monegasca come una sorta di appezzamento di terra dove ciascun speaker coltivava il suo orticello, senza curarsi di ciò che avveniva al di fuori del proprio fazzoletto di terra ed oggi che l’aria si fa pesante può non essere più così importante andare in onda affacciati sul porticciolo più bello d’Europa o far parte del ristretto numero di speaker “ che sanno solo loro fare la radio “ perché quando in gioco c’è il proprio posto di lavoro forse si capisce che c’era tempo e spazio per fare qualcosa prima …

lunedì 13 ottobre 2014

Caro Renzi, ma quale burocrazia?


Dopo lo spottone che il Premier Renzi ha fatto domenica pomeriggio alla nazione dalla sua pagina facebook  nel quale ha spiegato per benino che la colpa del disastro genovese è da addebitarsi al complesso di intralci burocratici che non hanno permesso la realizzazione dei lavori di messa in sicurezza del Bisagno ecco che spunta fuori ( anticipata dal Tg La7 e pubblicata dal Fatto quotidiano ) la lettera inviata al Premier Renzi il 5 agosto 2014 dai legali della ditta che avrebbe dovuto realizzare i lavori.
Lettera che è rimasta senza risposta!
Caro Renzi, ma quale burocrazia! Lei che ha messo in piedi uno staff super tecnologico che cura nei minimi particolari lanci di tweet, slide e quant’altro possa promuovere a dismisura la sua immagine non è nemmeno in grado di avere un sottoposto che sappia distinguere l’importanza di una comunicazione come quella inviata dagli avvocati genovesi!
Povera Italia, siamo veramente al ridicolo!


Questa la copia della lettera indirizzata al Premier Renzi e pubblicata da il Fatto quotidiano.


Cliccare qui per visualizzarla 

sabato 11 ottobre 2014

Caro Renzi, Genova piange e lei dov’è?


Caro Premier era il 1° di giugno quando lei presenziando al Festival dell’Economia a Trento annunciò come anticipazione del suo futuro “ passo dopo passo “ il varo dello “ Sblocca - Italia “ uno strumento innovativo “ che lascerà fare alla gente quel che vuol fare e consentirà di sbloccare interventi fermi da 40 anni “.
Per rendere più roboante la notizia aggiunse: “ domani scriverò a tutti i sindaci per chiedere di individuare sul loro territorio le questioni bloccate". Sarà una cabina di regia a palazzo Chigi, con un responsabile ad hoc, a guidare l'azione sul territorio e tutti i Sindaci entro 15 giorni dovranno scrivere a Palazzo Chigi indicando i problemi locali.
Da quel giorno sono passati quattro mesi, mentre ne sono passati quasi otto da quando lei è diventato Premier e tra slide, lanci di twitter e 21 richieste di fiducia in Parlamento per il suo Governo ha trovato anche il tempo per recarsi in visita ufficiale a Tunisi, in Vietnam,Cina e Kazakistan, in America  e non da ultimo il tour aziendale di questi giorni in Emilia Romagna che si è concluso a Medolla con il comizio elettorale a favore del candidato del Pd Bonaccini alla guida della Regione.
Genova piange e lei nelle stesse ore in cui il capoluogo ligure è per l’ennesima volta in ginocchio non trova di meglio che recarsi a fare un comizio elettorale per il suo partito anziché andare a far visita ad una città martoriata dalla scellerata condotta dei politici che l’hanno amministrata negli ultimi vent’anni e che guarda caso sono della sua stessa parte politica.
Tre anni fa a esondare furono gli stessi torrenti che hanno provocato la piena in queste ore; il sindaco di allora Marta Vincenzi e altre cinque persone sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo plurimo, disastro, falso e calunnia.
Ma lo sa caro Renzi che i lavori di contenimento e gli interventi di messa in sicurezza dei torrenti che sono nuovamente esondati sono fermi da allora!
Ha sentito caro Renzi le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco: “L’allerta? Non era compito del Comune. Se l’allerta fosse stata data, avremmo adottato le misure adeguate. In assenza di un’allerta avevamo pattuglie che stavano monitorando la situazione” o quelle del Governatore Burlando che ha prontamente precisato che alla Regione non possono essere addebitate responsabilità di nessun genere.
Caro Renzi lei che ama così tanto rottamare una classe politica “superata” e non al passo con un Premier che sogna un Paese cool e smart ( ma che a quanto sembra poi richiama al suo fianco il governatore Errani ) ha presente il ruolino di marcia di chi amministra la città di Genova e la regione Liguria?
Claudio Burlando è stato consigliere comunale di Genova dal 1981 al 1993, assessore ai trasporti dal 1983 al 1985, vice-sindaco dal 1990 al 1992 e sindaco dal dicembre 1992 a maggio 1993.
Dal 1996 al 2006 è stato deputato della Repubblica eletto in Liguria, mentre dal 1996 al 1998 ha ricoperto l’incarico di Ministro dei Trasporti e dal 2005 a oggi è Presidente della Regione Liguria.
Marco Doria dal 1978 al 1985 è stato consigliere di circoscrizione nel quartiere genovese di Albaro e poi consigliere comunale di Genova dal 1990 al 1993, mentre ricopre la carica di Sindaco dal maggio 2012.
Caro Premier capisco che sia più facile andare a raccogliere gli applausi a un comizio elettorale piuttosto dei fischi che le avrebbero riservato i cittadini genovesi, ma visti i ruolini di marcia dei due amministratori che hanno avuto in passato e al presente responsabilità dirette nella gestione della città di Genova credo che in attesa di una sua visita ai cittadini genovesi sarebbe opportuna una sua telefonata ai diretti interessati con l’invito come capo del Governo a dimettersi!

venerdì 10 ottobre 2014

Genova l’ennesimo disastro!

Sono passati 44 anni dalla tremenda alluvione del 1970 e ciclicamente la città della lanterna è sottoposta ad alluvioni che la mettono in ginocchio e rendono i cittadini impotenti verso l’ennesima esondazione annunciata.
Tre anni fa la stessa storia e chi avrebbe dovuto fare nulla ha fatto, e puntuale come sempre parte il teatrino dello scaricabarile, non è stata lanciata l’allerta, il Comune non ne può niente e via dicendo mentre la città è nuovamente in ginocchio e la gente stufa di dover salvare il salvabile senza che ancora una volta le istituzioni abbiano messo in atto interventi strutturali per prevenire una tale catastrofe.
Ma questa è l’Italia di una classe politica  che in 44 anni non è riuscita a risolvere i problemi di Genova e di tutte quelle città “ a rischio”  disseminate per la penisola.
E’ l’Italia che paga 40 euro al giorno a un extra comunitario per mantenerlo servito e riverito ( con tanto di fornitura di sigarette ) in Hotel a spese degli italiani, è l’Italia il cui premier va a festeggiare la festa di San Francesco per conquistare qualche copertina o passaggio tv ma che nulla fa per sbloccare i lavori necessari per scongiurare simili tragedie annunciate, è l’Italia in cui il ministro dell’Ambiente di turno  arriva sempre sul posto della tragedia il giorno dopo ma non vi torna mai dopo un anno per vedere cosa realmente si sia fatto per risolvere il problema, è l’Italia la cui classe politica pensa unicamente ai propri interessi personali o di partito e mai e poi mai a quelli del territorio di appartenenza, ragion per cui la “casta” mal gradisce che si voti con le preferenze perché grazie proprio alle preferenze i cittadini di Genova potrebbero mandare a casa chi nulla ha fatto in tutti questi anni per la città, la provincia o la regione che si onora di rappresentare in Parlamento!
Da ligure e da italiano non posso che dire VERGOGNA!

domenica 5 ottobre 2014

Rivogliamo Luisella Berrino in onda tutti i giorni su Radio Monte Carlo


Ilpensierinodellasera ha lanciato una petizione indirizzata a : Alberto Hazan editore e proprietario del Gruppo FINELCO, Direttore artistico di Radio Monte Carlo, Station manager di Radio Monte Carlo.
Lo scopo della petizione è quello di far ritornare la " voce storica " di Luisella in onda tutti i giorni dai microfoni di Radio Monte Carlo.

Per firmare la petizione clicca qui

martedì 23 settembre 2014

RMC … a proposito di ascolti

In un momento non facile per la radiofonia italiana che ha dovuto registrare nell’ultimo anno un calo di quasi 2,5 milioni di ascoltatori il mese di settembre dovrebbe avere per gli addetti ai lavori e per gli ascoltatori il sapore del nuovo  fatto di novità editoriali capaci di portare aumenti negli ascolti e soprattutto soddisfare le aspettative dei fedelissimi.
Chissà perché RMC ad ogni inizio di stagione ci mette del suo per rendere le cose inevitabilmente complicate, e quest’anno giusto per complicare ancora di più una situazione già di suo piuttosto ingarbugliata ha pensato bene di non annunciare i cambiamenti di palinsesto che sono avvenuti quasi in sordina a partire da lunedì 15 con l’arrivo di Valli e Porticelli a sostituire la banda di No Comment capitanata da Debora Villa ma soprattutto ha lasciato cadere nel mistero più fitto la probabile defezione di Teocoli e la ventilata cancellazione dal palinsesto dell’Alfonso Signorini Show e di conseguenza dell’appuntamento giornaliero con Luisella.
Non so quale strategia editoriale segua l’attuale dirigenza di RMC ma credo che una tale situazione non renda merito per prima cosa agli speaker che sono chiamati a svolgere il loro lavoro in pratica senza rete e tantomeno agli ascoltatori che meriterebbero una maggiore considerazione non fosse altro per l’attaccamento che dimostrano verso un emittente che galleggia da anni all’ultimo posto della classifica degli ascolti tra le emittenti nazionali.
Fatta questa importante premessa e visto che comportamenti del genere creano disinformazione e possono portare a interpretazioni sui generis sui dati di ascolto attribuiti ai vari programmi è utile a mio parere analizzare in maniera analitica i dati degli ascolti relativi al primo semestre del 2013 e del 2014 in modo da capire come vengano distribuiti nell’arco della giornata gli ascoltatori dell’emittente monegasca.
Per capire cosa voglia dire oggi ascoltare RMC credo sia utile vedere prima di tutto come la ascoltano il milione e 222mila fedelissimi e troviamo che 334.000 la ascoltano da casa, 795.000 fuori casa e 96.000 sia in casa che fuori.
Tra chi la ascolta fuori casa è interessante sapere che : 756.000 la ascoltano in automobile, 106.000 sul luogo di lavoro, 5.000 in un negozio, 15.000 in un centro commerciale, 3.000 in uno studio professionale, 9.000 in un locale pubblico, 13.000 in un luogo pubblico all’aperto e 12.000 in altri luoghi.
La ascoltano 676.000 maschi e 546.000 femmine, mentre l’età degli ascoltatori è così ripartita : 14-17 78.000, 18-24 93.000, 25-34 113.000, 35-44 255.000, 45-54 309.000, 55-64 200.000, Over 64 174.000.
Il grado di istruzione dei fedelissimi è così ripartito: Laurea 254.000, Diploma 462.000, Licenza media inferiore 398.000, Licenza elementare/nessun titolo 108.000.
Tra le professioni troviamo : Imprenditore, libero professionista 66.000 -  Artigiano, commerciante, agricoltore 134.000 - Dirigente, quadro, funzionario 87.000 - Impiegato, insegnante 280.000 - Operaio, commesso, agricoltore 169.000 -  Casalinga 88.000 - Studente 135.000 - Pensionato 165.000 - Non occupato 98.000.
I dati che ho analizzato ( fonte Radio Monitor GfK Eurisko ) si prestano a diverse letture ma l’aspetto da prediligere è quello che tende a raffrontare nei due semestri presi a campione le differenze di ascolti per singola fascia oraria, seguito dal raffronto del quarto d’ora medio per singolo programma e in ultimo quello relativo alla comparazione per fasce di 3 ore.
Vi è poi anche un dato che indica per il semestre 2014 il miglior risultato in termini di ascolti ottenuto da ogni singolo programma, ma questo indice è puramente indicativo perché la densità degli ascoltatori varia a seconda della fascia oraria di riferimento, il che vuol dire per esempio che sicuramente alle 10 del mattino vi sono in generale più ascoltatori ( inteso come dato assoluto ) che alle 14 o alle 21.

ASCOLTI PER FASCE ORARIE di 3 ore
( primo dato =2013 * secondo dato = 2014 )

6/9      434.000 / 372.000      - 62.000
9/12    389.000 / 395.000      + 6.000
12/15  276.000 / 279.000      + 3.000
15/18  379.000 / 386.000      + 7.000
18/21  291.000 / 255.000      - 36.000
21/00  109.000 / 103.000      - 6.000

ASCOLTI PER SINGOLA FASCIA ORARIA 
( primo dato=2013 * secondo dato=2014)

5/6      11.000 / 14.000        + 3.000
6/7      63.000 / 42.000        - 21.000
7/8      214.000 / 175.000    - 39.000
8/9      283.000 / 256.000    - 27.000
9/10    191.000 / 205.000    + 14.000
10/11  212.000 / 232.000    + 20.000
11/12  210.000 / 226.000    + 16.000
12/13  118.000 / 138.000    + 20.000
13/14  108.000 / 130.000    + 22.000
14/15  153.000 / 125.000    - 28.000
15/16  137.000 / 143.000    + 6.000
16/17  196.000 / 179.000    - 17.000
17/18  217.000 / 230.000    + 13.000
18/19  155.000 / 138.000    - 17.000
19/20  131.000 / 111.000    - 20.000
20/21    87.000 /   74.000    - 13.000
21/22    45.000 /   35.000    - 10.000
22/23    54.000 /   62.000    +  8.000
23/24    54.000 /   39.000    - 15.000

MEDIA ASCOLTI per ¼ d’ora medio per programma
(primo dato=2013 * secondo dato=2014)

Si Salvi Chi Può                          35.000 / 23.000     - 12.000
No Comment                            142.000 / 126.000   - 16.000
Signorini Show                         150.000 / 158.000    +  8.000
In Tempo reale                         116.000 / 132.000    + 16.000
Teo in Tempo reale                  150.000 /  167.000   + 17.000
In the music Patty & Desi           89.000 / 85.000      - 4.000
Kay is in the air                       113.000 / 107.000    - 6.000
Nick the NightFly                     126.000 / 114.000    - 12.000
Anteprima News/ Valli&Porty      65.000 / 55.000      - 10.000

MIGLIOR RISULTATO ottenuto da singolo programma 
in singola ora nel 1° semestre 2014

No Comment dalle 8 alle 9                        256.000
In Tempo Reale dalle 10 alle 11                232.000
Nick the Nightfly  dalle 17 alle 18              230.000
Teo in tempo reale dalle 11 alle 12            226.000
Signorini Show dalle 9 alle 10                   205.000
Kay is in the air  dalle 16 alle 17               179.000
In the music Patty&Desi dale 13 alle 14     130.000
Valli & Porticelli dale 19 alle 20                 111.000
Si salvi chi può  dalle 6 alle 7                     42.000

Questi dati impongono alcune riflessioni inevitabili, la prima è quella che il programma No Comment ha perso nei confronti del programma di Platinette qualcosa come 66.000 ascoltatori e 16.000 ascoltatori nel ¼ d’ora medio, un dato non trascurabile e significativo per un Morning Show che dovrebbe portare fieno in cascina; quindi a fronte di questo dato negativo, su cui credo abbiano pesato non poco certe scelte redazionali ( specie negli ultimi mesi )  la non riconferma della Villa e di tutta la Crew ci sta, perché perdere quasi 70.000 ascoltatori in una fascia in cui bisognerebbe acquistarne 100.000 non regge editorialmente.
Altro ragionamento va fatto per l’Alfonso Signorini Show, un programma che ha guadagnato 14.000 ascoltatori rispetto all’anno precedente e registra un ulteriore aumento di 8.000 ascoltatori nel quarto d’ora medio diventando con 158.000 ascoltatori di media una sorta di garanzia.
Credo che a fronte di un tale risultato sia oltremodo azzardato non riconfermare Signorini e con lui Luisella la vera anima di RMC  che per migliaia di ascoltatori è molto più di una voce amica.
Su Luisella si è scritto di tutto e di più ma io credo che non sia mai abbastanza non fosse altro per il fatto che per lei RMC è stato il vero grande amore della sua vita e credo che una radio che si rispetti dovrebbe consentirle di terminare nel migliore dei modi quel percorso iniziato tanti anni fa e che la porterà il prossimo anno a festeggiare i 45 anni insieme a RMC, privarla oggi della gioia di poter ricevere giornalmente l’affetto dei suoi tanti fan sarebbe un autogol pazzesco ma soprattutto una caduta di stile incredibile verso una professionista che ha rinunciato a fior di proposte per rimanere fedele al suo pubblico e alla sua radio.
Negli ultimi dieci anni la dirigenza di RMC ha dilapidato un patrimonio in termini di ascolti incredibile ma ha potuto contare sempre e comunque sullo zoccolo duro dei suoi fedelissimi, credo però che l’affetto e la stima che tantissimi ascoltatori hanno nei confronti di Luisella potrebbe trasformarsi in uno tsunami di proporzioni incredbili e ho dei seri dubbi che quell’atollo che una volta raffigurava RMC in una pubblicità con la scritta “ Rmc un’isola fra le onde “ possa uscirne indenne!

Doubleg




lunedì 22 settembre 2014

Cuffie d'Oro 2014 il trionfo di Radio Maria - RMC a mani vuote

Sabato sera il Politeama Rossetti di Trieste ha ospitato il “Gotha” della radiofonia italiana in occasione della 4^ edizione del Premio Cuffie d’oro 2014.
Sul palco a fare gli onori di casa i due ideatori della manifestazione Charlie Gnocchi e Fabio Carini accompagnati dalla triestina e olimpionica di scherma Margherita Granbassi.
Sul palco del politeama si sono avvicendati per le numerose premiazioni quelli che dalle due giurie, tecnica e popolare, sono stati ritenuti i personaggi vincenti della passata stagione radiofonica tecnica tra cui Fiorello e Baldini, Linus, Platinette, Giuseppe Cruciani, Pierluigi Pardo, Fernando Proce, Rossella Brescia, Claudio Sabelli Fioretti.
Ma la vera rivelazione di quest’anno è stata Radio Maria e il suo direttore Padre Livio che si sono aggiudicati il premio assegnato dalla giuria popolare ( che ha espresso 126 mila voti totali ) come My Best Radio “ Radio Maria “ con 19735 voti e My Best Celebrity “Padre Livio” con 16866 voti, mentre l’altro premio popolare è andato a La Zanzara Radio 24 che è risultato essere il My Best Show con 5613 voti.
Padre Livio assente per una breve indisposizione ha raccontato in un intervista il successo di questa radio ( capace di raccogliere oltre 430 mila fan sulla propria pagina social ) e dei propri ascoltatori che a quanto pare hanno raccolto l’invito rivolto loro da Padre Livio, che nei giorni precedenti la votazione on-line aveva lanciato dalla pagina social di Radio Maria il messaggio “ vota e fai votare radio Maria e Padre Livio”.
Un successo che ha dell’incredibile ma che fa capire se ancora ve ne fosse bisogno l’importanza dei social come mezzo di comunicazione.
L’esatto contrario di ciò che sta facendo Radio Monte Carlo che ha trasformato la propria pagina social in una sorta di galleria fotografica in cui far vedere al proprio pubblico le seppur belle immagini di Montecarlo nelle varie sfaccettature della giornata partendo dall’alba al tramonto, il tutto accompagnato da foto di cani&gatti e da massime e aforismi di cui l’universo social trabocca.
Il risultato? Sul palco del politeama Radio Monte Carlo non è stata nemmeno menzionata e questo fatto la dice lunga del perché l’emittente monegasca sia all’ultimo posto degli ascolti.
Per la cronaca nelle tre precedenti edizioni delle Cuffie d’oro Radio Monte Carlo è salita sul palco grazie alle vittorie nel 2011 e 2012 dell’Alfonso Signorini Show e nel 2013 per il premio Voce Energy Lei assegnato alla mitica Luisella Berrino.
Guarda caso due personaggi, Signorini e Luisella, che inspiegabilmente quest’anno sembrano non trovare più spazio nella programmazione giornaliera di questa emittente che anno dopo anno non finisce di stupirci per scelte editoriali a dir poco suicide, non da ultima proprio quella di togliere il piacere ai fedelissimi di RMC di poter gustare ogni giorno la voce amica di Luisella.

Doubleg